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Petrachi ha dato entusiasmo al Torino

Il ritorno di Gianluca Petrachi da direttore sportivo, passato quasi inosservato, è il cambiamento destinato a lasciare il segno nel mondo granata.

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Petrachi ha dato entusiasmo al Torino — tavola 1

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Petrachi ha dato entusiasmo al Torino — tavola 1

Il Torino arriva da diverse stagioni prive di grandi emozioni: campionati chiusi stabilmente a metà classifica, pochi acuti da parte dei singoli e l'assenza di obiettivi concreti per cui lottare. Anche la stagione 2025/26 ha seguito lo stesso copione, ma è stata caratterizzata da un cambiamento destinato a lasciare il segno, passato quasi inosservato: il ritorno di Gianluca Petrachi nel ruolo di direttore sportivo.

Il precedente ciclo

Gianluca Petrachi aveva già ricoperto il ruolo di direttore sportivo del Torino e, durante la sua precedente esperienza, i granata erano riusciti a costruire una squadra competitiva, ricca di giocatori di qualità e piacevole da vedere. Quel ciclo culminò in uno dei momenti più alti della storia recente del club: la vittoria contro l'Athletic Bilbao e il raggiungimento degli ottavi di finale di Europa League. Erano gli anni in cui Belotti valeva 100 milioni e giocatori del livello di Immobile e Quagliarella guidavano l'attacco del Torino.

Le prime scelte del secondo mandato

Le prime scelte del suo secondo mandato ridanno vita a una squadra demoralizzata e senza una visione chiara. Primo: ha riportato al centro del progetto Emiliano Moretti e Andrea Gazzi, simboli del recente passato granata, per rafforzare il senso di appartenenza e l'identità del Torino. Secondo: la scelta di Ignazio Abate come nuovo allenatore, una scommessa che rompe con il recente passato e testimonia la volontà del Torino di cambiare rotta. Terzo: la scelta dell'allenatore è stata coerente con il mercato — il Torino ha investito su giovani scommesse, accomunate dalla voglia di emergere e affermarsi.

La scommessa Abate

Ignazio Abate arrivava da un'ottima stagione alla Juve Stabia e il suo profilo sembrava ideale per il Torino. Negli ultimi anni, però, una scelta del genere sarebbe stata impensabile: il club aveva sempre preferito soluzioni prudenti e già collaudate, un approccio che si rifletteva anche sul campo. Abate è una scommessa intrigante: ha dimostrato di avere idee di gioco chiare, un'identità ben definita e un calcio offensivo e propositivo. La Serie A rappresenta per lui una grande occasione, che vuole sfruttare per affermarsi: se gli viene dato il tempo per adattarsi al campionato, può regalare soddisfazioni ai tifosi granata.

Comuzzo e Fitz-Jim

Anche le scelte di mercato testimoniano la volontà di mettersi in gioco: i due acquisti più interessanti sono Comuzzo in difesa e Fitz-Jim a centrocampo. Comuzzo era considerato uno dei migliori prospetti della difesa italiana, ma nell'ultima stagione alla Fiorentina ha trovato meno spazio del previsto: a Torino cerca il rilancio e la definitiva consacrazione. Fitz-Jim è uno degli acquisti con il miglior rapporto qualità-prezzo dell'intero mercato italiano: duttile e capace di ricoprire più ruoli, arriva a Torino nel momento ideale per compiere il definitivo salto di qualità.

Fiducia restituita

A Petrachi, uno dei direttori sportivi più sottovalutati del calcio italiano, va riconosciuto il merito di aver inciso fin da subito sul mondo Torino. Queste scelte potrebbero non tradursi immediatamente in trofei o in una qualificazione europea, ma hanno già restituito fiducia ed entusiasmo a una squadra e a una tifoseria che da anni sembravano essersi rassegnate alla mediocrità. La vera sfida, però, sarà dare continuità a questa visione, indipendentemente dai risultati nel breve periodo.

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